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Potenziare l'operatività del Consolato Generale a Zurigo: Ungaro (Iv) interroga Di Maio

Assumere “nuovo personale come funzionari, contrattisti o tecnici” per “assicurare un servizio pubblico celere ed efficace per i nostri connazionali residenti nella Confederazione elvetica”. È quanto richiede Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, in una interrogazione al Ministro degli esteri Di Maio in cui riporta le “segnalazioni” dei connazionali residenti a Zurigo.


Proprio da qui parte Ungaro che nella premessa, appunto, riferisce di “diverse segnalazioni da parte dei nostri concittadini residenti nella circoscrizione consolare di Zurigo relativamente alla difficoltà di ottenere in tempi ragionevoli alcuni servizi pubblici essenziali; il sito ufficiale del Consolato Generale di Zurigo ha disposto che, a causa della ridotta disponibilità di personale prevista per i prossimi mesi, il servizio “passaporti senza appuntamento” del venerdì mattina sarà temporaneamente sospeso a partire dal mese di maggio.

La notifica riportata è solo un esempio della limitata capacità di accesso ai servizi consolari che devono affrontare quotidianamente i nostri concittadini residenti nella circoscrizione consolare di Zurigo a causa della carenza del personale amministrativo”.

“La crisi pandemica da COVID19 – scrive il deputato nella premessa – ha costretto il Consolato di Zurigo a ridurre ulteriormente la sua capacità operativa e, sommato ai continui e consistenti flussi migratori in uscita dall'Italia, ha generato una mole imponente di arretrati contribuendo a provocare ulteriori ritardi e disagi alla comunità italiana residente”.

A Di Maio, quindi, Ungaro chiede “se sia a conoscenza dei fatti esposti” e soprattutto “quali urgenti iniziative intenda adottare per potenziare l'operatività del Consolato Generale d'Italia a Zurigo, quali per esempio l'assunzione di nuovo personale come funzionari, contrattisti o tecnici con la finalità di assicurare un servizio pubblico celere ed efficace per i nostri connazionali residenti nella Confederazione elvetica”.