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Scala (Fclis): a Losanna la Mostra del 50esimo della prima iniziativa antistranieri Schwarzenbach e i diritti umani

“Era l’estate del 1974. Ero appena arrivato in Svizzera. In settembre si votava la seconda iniziativa Schwarzenbach, dal nome del famoso dottore dei Democratici Svizzeri, che si batteva per la seconda volta, dopo aver perso per un pelo nel 1970, contro la sovrappopolazione straniera della Svizzera che in quel periodo aveva raggiunto percentuali molto alte”. A scrivere è Michele Scala, membro del Direttivo nazionale della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera e presidente della Colonia Libera Italiana di Losanna, che nell’ultimo numero della newsletter della Fclis presenta la mostra in corso al Musée des Migrations et des Droits Humains (MMDH) di Losanna.


“L’iniziativa – ricorda – mirava soprattutto a rimandare a casa i tantissimi italiani, quasi trecentomila su seicentomila stranieri presenti in Svizzera, che allora vi lavoravano con un permesso di soggiorno A, chiamato stagionale, considerato scandaloso da tutti e che destava frequenti rimproveri internazionali da parte delle organizzazioni umanitarie per le caratteristiche discriminatorie che aveva.

Era il periodo in cui il Partito Comunista italiano era vietato e molti italiani, in maggioranza socialisti, comunisti, repubblicani o liberali, spesso delle Colonie Libere, sorpresi a fare un comizio o a riunirsi, venivano espulsi immediatamente. Molte famiglie nascondevano i figli in casa senza mai mandarli a scuola o uscire a giocare o a prendere un po’ d’aria, portati alla ribalta oggi sotto il nome dei bambini nascosti e dalla trasmissione televisiva Rai 3 con il titolo “Non far rumore” realizzato grazie al libro “Chiamami sottovoce” di Nicoletta Bortolotti, edito da Harper Collins. Tra le prime a scrivere sui bambini nascosti fu Marina Frigerio. Il suo libro “Versteckte Kinder” uscì nel 1992 e più tardi fu tradotto in italiano con il titolo “Bambini proibiti”. Entrambi i libri sono frutto di anni di ricerca.

“La mostra “50 anni dell’Iniziativa Schwarzenbach e i diritti umani” – conclude Scala – è ospitata nello spazio espositivo a Losanna che ambisce a diventare il museo delle migrazioni e dei diritti umani”.