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MAI +: A ZURIGO LA MOSTRA SUL DRAMMA DEL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

Dal 6 al 16 dicembre 2018 al Photobastei di Zurigo (Sihlquai 125) sarà esposta la mostra fotografica di Claudio Colotti dal titolo “MAI+, il sisma del centro Italia tra volti e macerie”. La mostra è stata organizzata dalle Associazioni Orizzonti della Marca e Marche Best Way, grazie al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, dell’Università di Camerino e del Photobastei. L‘ingresso è gratuito. Le organizzatrici, Antonella Chiucchiuini e Alejandra Gonzalez, raccontano alla FCLIS - Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera  qualcosa su questa iniziativa.


“Con questa mostra”, dicono le due organizzatrici, “vorremmo attrarre l’attenzione sulla situazione attuale delle zone colpite dal terremoto del 2016, offrendo ai visitatori l’opportunità di effettuare un viaggio attraverso le belle fotografie in bianco e nero di Claudio Colotti, scattate durante due mesi immediatamente successivi al sisma del 2016. Le immagini ci raccontano come le persone hanno affrontato l’emergenza immediata del terremoto, le cui conseguenze resteranno per almeno i prossimi venti o trent'anni. Le fotografie possono essere considerate un simbolo di tutte quelle popolazioni che, loro malgrado, sono state costrette ad abbandonare tutto e a ricominciare da capo, dovendo ritrovare la forza necessaria per reagire e non lasciarsi sopraffare dalla disperazione”.

A proposito del vernissage del 6 dicembre, le organizzatrici commentano: “Durante l’evento sarà presente il fotoreporter, Claudio Colotti, che ci racconterà quello che ha provato vivendo con i terremotati nei due mesi in cui ha fatto il reportage. Siamo lieti anche di poter contare sulla presenza del Prof. Domenico Giardini, direttore di Sismologia e Geodinamica all’ETH di Zurigo, il quale ci spiegherà il fenomeno sismico dal punto di vista scientifico e le prospettive future. Interverrà anche il Prof. Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino, che ci parlerà dell’importanza della bellezza della vita nei borghi terremotati e delle motivazioni che devono sostenere la ricostruzione di questa bellezza perduta”.