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FONDI A LINGUA E CULTURA ALL’ESTERO: LA POSIZIONE DEGLI ENTI GESTORI DELLA SVIZZERA

“Il coordinamento enti gestori riunito sabato scorso alla Casa d’Italia a Berna ha preso atto con soddisfazione che nell’esercizio contabile 2017 è stato interamente ripristinato l’ammontare del cap. 3153 dell’anno precedente grazie alla ripartizione del Fondo Cultura che, almeno sino al 2020, dovrebbe garantire una certa stabilità del capitolo di spesa”. È quanto si legge in una nota del coordinatore Roger Nesti che, a nome degli enti gestori, ringrazia “il Governo, le forze politiche, i gruppi parlamentari, in maniera particolare gli eletti all’estero, e gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero (CGIE e COMITES) per aver reso possibile questo recupero di fondi che è fondamentale per garantire la continuità dell’attività a breve e medio termine”.


Il coordinamento, scrive ancora Nesti, “ha altresì salutato con soddisfazione l’approvazione dell’emendamento omnibus a firma dei Senatori eletti all’estero che in sede di approvazione della legge di stabilità ha aumentato di un milione di EURO l’ammontare del Cap. 3153 per l’esercizio 2018 ed esprime gratitudine al Governo, ai gruppi del Senato e ai Senatori eletti all’estero per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti della promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. Il coordinamento auspica che con questi provvedimenti nel 2018 il MAECI possa assegnare con maggiore celerità i contributi ordinari ai singoli enti, superando i ritardi riscontrati nell’anno in corso”.

Nonostante le belle notizia, si legge ancora nella nota, “il coordinamento non può non denunciare il fatto che i contributi destinati agli enti gestori in Svizzera siano diminuiti del 6% rispetto all’anno precedente, a fronte di un numero costante di corsi ed alunni. In maniera particolare sono stati penalizzati alcuni enti che con l’avvio dell’anno scolastico 2017/2018 si sono fatti di carico di gestire corsi aggiuntivi a seguito del trasferimento di cattedre ministeriali”. Nello specifico, “il coordinamento ribadisce che il ripristino del Cap. 3153 alleggerisce la situazione in molte circoscrizioni, ma non risolve il problema di fondo del finanziamento dei corsi di lingua e cultura italiana. Il numero dei corsi gestiti dagli enti negli ultimi anni è tornato a crescere in maniera sproporzionata rispetto alla dotazione del Cap. 3153”.

Nella seduta di sabato scorso, scrive ancora Nesti, “il coordinamento ha analizzato anche la revisione della circolare 13 cui il MAECI dovrà mettere mano nelle prossime settimane. Il coordinamento ritiene che questa sia l’opportunità per adeguare la circolare alle esperienze fatte negli ultimi anni nelle varie realtà. La revisione della circolare 13 secondo il coordinamento deve rispondere ai seguenti criteri: semplificazione della modulistica e accelerazione delle procedure; introduzione di norme flessibili e adattamento ai bisogni degli utenti e alle peculiarità del territorio, in stretta connessione con Piani Paese; pianificazione triennale; individuazione di modalità che non penalizzino gli enti che riescono a ricavare fondi locali o che mettono a disposizione fondi propri; possibilità di trasferire almeno in parte i fondi locali sull’esercizio seguente per evitare problemi di liquidità”.

Il coordinamento, conclude Nesti, “auspica che la bozza della nuova circolare venga sottoposta alla valutazione degli addetti ai lavori e agli organismi di rappresentanza (CGIE e COMITES) prima della sua definitiva approvazione”.